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Polmonite da pneumococco: fare gioco di squadra per la salute

DAL TERRITORIO

Polmonite da pneumococco: fare gioco di squadra per la salute

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In Lombardia, un programma pilota concepito in chiave di prossimità ha orientato verso le farmacie del territorio l’attività di vaccinazione per la grave patologia respiratoria. Per Annarosa Racca si tratta di un enorme investimento in prevenzione che porterà a un notevole aumento della copertura vaccinale

23 ottobre 2025

di Claudio Buono

In Italia, ogni anno, si registrano circa 630mila nuovi casi di polmonite da pneumococco, con oltre 8mila decessi nella popolazione over 70: i dati epidemiologici confermano che la malattia ha un’incidenza più elevata nella popolazione di età pari o superiore ai 65 anni ma anche nei bambini al di sotto dei cinque anni. Allo scopo di contribuire a rafforzare l’orientamento alla prevenzione, che a oggi risulta basso per molteplici cause, la rivista di politica sanitaria Italian Health Policy Brief (IHPB), con il supporto non condizionante di Pfizer, ha organizzato a Milano, presso la Casa di Quartiere Garibaldi-Strehler, un talk show aperto alla cittadinanza sul tema: “Vaccinazione e Patologie Respiratorie: un percorso condiviso sul territorio”. Un incontro che non è stato solo un convegno tecnico, ma anche una vivace occasione di confronto e di dialogo concreto tra rappresentanti delle istituzioni sanitarie regionali e della comunità scientifica, oltre che della medicina generale e del mondo farmaceutico. con un obiettivo preciso: diffondere un messaggio di consapevolezza circa l’importanza di contrastare questa minaccia sociosanitaria non solo tramite la vaccinazione antipneumococcica ma anche con il rafforzamento della prevenzione territoriale e la vicinanza ai pazienti.

Le cause della scarsa adesione

Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025 prevede per la vaccinazione antipneumococcica un obiettivo di copertura della popolazione over 65 pari almeno al 75 per cento delle persone in queste fasce di età. Un risultato che tuttavia sembra non si riesca a raggiungere. A tale proposito, per quanto riguarda la sola Regione Lombardia, i dati 2024 attestano che solo il 13,3 per cento degli over 65 si è immunizzato contro la malattia. I motivi alla base della insufficiente adesione sono molteplici e vanno dalla mancanza di consapevolezza sull’importanza del vaccino e sulla gravità della malattia alla errata percezione di basso rischio per la propria salute e per quella dei bambini, fino alla disinformazione sulla sicurezza dei vaccini. Un altro fattore pesa però in modo non trascurabile sull’insufficiente ricorso alla prevenzione: quella diffusa trascuratezza che confina con la pigrizia e che spinge molte persone a desistere dalla vaccinazione perché scoraggiate dai necessari adempimenti che questa pratica richiederebbe, quali prenotazioni, liste di attesa, difficoltà logistiche e altro ancora.

Un impegno condiviso

Ecco, quindi, la necessità di adottare nuove soluzioni organizzative da rendere ancora più efficaci attraverso un’attività di informazione e sensibilizzazione, per la quale il ruolo dei farmacisti, unitamente a quello dei medici di medicina generale, è fondamentale. Un concetto ribadito anche da Fabiano Di Marco, presidente della Società italiana di Pneumologia (SIP), che dopo aver ricordato come le infezioni respiratorie continuino a essere una delle principali cause di mortalità e ricovero, in particolare tra i pazienti più vulnerabili, sottolineando altresì il ruolo cruciale della vaccinazione per prevenire gravi complicanze polmonari e alleggerire il carico sui Pronto soccorso, specialmente durante i mesi invernali, ha aggiunto: «Tutti i professionisti della salute hanno la responsabilità di promuovere la prevenzione attraverso una comunicazione chiara e coerente con i cittadini. Solo un impegno condiviso può aumentare la fiducia nei vaccini e proteggere i pazienti più fragili».

Anche Andrea Mandelli, presidente Fofi, ha insistito sull’importanza di una visione condivisa: «La prevenzione non è un’opzione, ma un investimento sul futuro. Per aumentare le coperture serve un’alleanza forte tra istituzioni, medici e farmacisti». E per Anna Carla Pozzi, vicesegretario regionale Fimmg Lombardia, «prevenire conviene, sotto ogni punto di vista. Ogni vaccino in più significa meno ricoveri e meno spese per il sistema sanitario».

Come intervenire

Le soluzioni più efficaci possono essere quelle che rispondono soprattutto a esigenze di maggior prossimità e semplificazione e che fanno tesoro anche delle esperienze maturate durante la pandemia da Covid, nel corso della quale la risposta vaccinale fu resa molto più capillare ed efficace proprio grazie al contributo delle farmacie. Grazie alla loro diffusa presenza sul territorio e alla vicinanza con i cittadini, infatti, le farmacie rappresentano un presidio strategico per ampliare la platea di immunizzati e contribuire ad alleggerire la pressione sui centri vaccinali, incrementando al contempo l’efficienza complessiva del sistema sanitario.

Lombardia apripista

Proprio di uno specifico programma pilota innovativo concepito in chiave di prossimità, che ha orientato verso le farmacie del territorio – ormai punto di riferimento per la prevenzione – l’attività di vaccinazione antipneumococcica, ha parlato Emanuele Monti, presidente della Commissione IX “Sostenibilità sociale, casa e famiglia” della Regione Lombardia e membro del consiglio d’amministrazione di Aifa. Monti ha ricordato che la Lombardia è stata la prima Regione in Italia ad attivarsi in tal senso e che «portare la vaccinazione vicino ai cittadini significa renderla davvero accessibile a tutti».

Gli ha fatto eco Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, che ha affermato: «La decisione di rendere possibile la vaccinazione antipneumococcica in tutte le farmacie lombarde dimostra l’importanza della nostra rete attiva sul territorio e ne valorizza la capillarità e accessibilità per poter rispondere alle esigenze di salute della popolazione, contribuendo all’evoluzione dell’assistenza sanitaria territoriale sostenuta dalla Regione».  Racca ha parlato di un enorme investimento in prevenzione che, ritiene, porterà a un notevole aumento della copertura vaccinale. «La campagna di prevenzione è appena partita e nei primi due giorni sono state effettuate quasi 33mila somministrazioni, un decimo di quanto fatto nell’intero 2024», ha specificato la presidente, aggiungendo che la vaccinazione contro la polmonite non è legata alla stagionalità dell’influenza, ma si può richiedere durante tutto l’anno.

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