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Prevenzione oncologica, il modello Pink Charity

LA SOLIDARIETÀ

Prevenzione oncologica, il modello Pink Charity

In occasione di un intervento dell’associazione alla Camera dei deputati, sono stati consegnati 12mila euro alla Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia per un progetto di ricerca sul percorso di cura e di recupero delle pazienti. Al centro dell’iniziativa il ruolo della prevenzione, della diagnosi precoce e della rete territoriale, con le farmacie come punto di prossimità e orientamento per i cittadini

7 maggio 2026

a cura della Redazione

Dodicimila euro per sostenere la ricerca sul tumore al seno e un modello di collaborazione che parte dal territorio e arriva fino alle istituzioni. È quanto portato in conferenza stampa il 23 aprile alla Camera dei deputati da Pink Charity Odv, associazione bresciana impegnata nella promozione della prevenzione e nel sostegno alla salute femminile.

Nel corso dell’incontro sono stati consegnati alla Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia i fondi raccolti con l’edizione 2025 di Pink Charity e destinati allo studio Active, un progetto di ricerca orientato a migliorare il percorso di cura e di recupero delle pazienti con tumore al seno, con un approccio integrato che affianca alle terapie interventi su stili di vita, attività fisica e qualità della vita nella fase post trattamento.

Nel dettaglio, lo studio coinvolgerà 120 donne operate e in terapia ormonale, a rischio di obesità sarcopenica, e punta a valutare l’efficacia di un programma che combina counseling nutrizionale ispirato alla dieta mediterranea ed esercizio fisico adattato, con l’obiettivo di migliorare composizione corporea, performance fisiche e benessere complessivo delle pazienti.

L’iniziativa, promossa da Pink Charity ODV con il coinvolgimento della rete territoriale e in collaborazione con Europa Donna, è stata presentata come un esempio di collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e società civile, capace di tradurre la prevenzione in un’attività continuativa e concreta. Un modello che nasce anche dall’impegno dei Giovani Farmacisti e che punta a tradurre la prevenzione in un’attività continuativa sul territorio.

Ad aprire i lavori è stato il deputato Fabrizio Benzoni, che ha sottolineato come Pink Charity rappresenti «un modello di intervento lungo tutto il percorso di salute: dalla prevenzione alla cura, fino alla fase successiva del post cura». Un approccio che richiama direttamente l’evoluzione della sanità territoriale e il rafforzamento dei servizi di prossimità.

In questo contesto, Clara Mottinelli, tesoriere nazionale di Federfarma e presidente di Federfarma Brescia, ha evidenziato il contributo delle farmacie, sempre più coinvolte nella promozione della prevenzione e nella capacità di intercettare i bisogni dei cittadini: «Ancora una volta la farmacia si conferma un presidio sociosanitario chiave, in cui il farmacista mostra sensibilità verso i bisogni concreti di salute delle persone più fragili». Un ruolo che si è consolidato negli ultimi anni e che trova in iniziative come questa una declinazione concreta, anche nel sostegno a progetti di ricerca con ricadute dirette sui pazienti.

Sulla centralità della diagnosi precoce si è soffermata anche Simona Tironi, assessore di Regione Lombardia, che ha ribadito come «la prevenzione è la prima e più concreta forma di cura», evidenziando il valore di progetti nati anche grazie al contributo dei farmacisti.

A chiudere l’incontro, la presidente di Pink Charity Roberta Rossi ha ricordato l’origine dell’esperienza: «Pink Charity nasce da un’esigenza precisa: portare il concetto di prevenzione oltre il banco della farmacia, dentro la vita quotidiana delle persone». Un percorso avviato con iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi e che oggi punta a consolidarsi come modello stabile di integrazione tra territorio e ricerca.

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