Prima di tutto analizziamo i numeri
IL DEBLISTERING IN FARMACIA
Prima di tutto analizziamo i numeri
La notizia del chiarimento del Consiglio di Stato sul deblistering in farmacia ha focalizzato un notevole interesse su questo servizio. Ma cosa sappiamo degli aspetti economici di questa attività?
Una rubrica nata in collaborazione con Progetto Aderenza e Innova dedicata agli aspetti legali e fiscali, alle esperienze di altri Paesi, alle case history di una pratica sempre più diffusa e importante per la gestione delle terapie e il miglioramento dell’aderenza. Tutte le puntate qui.
16 ottobre 2025
di Nicola Brunello,
commercialista, revisore e consulente aziendale
A seguito del chiarimento arrivato dal Consiglio di Stato sempre più farmacie si stanno interessando all’attività di deblistering. Abbiamo quindi parlato con chi già la svolge e cercato di analizzare gli aspetti economici dell’attività.
Premettendo che le considerazioni da fare prima di intraprendere l’attività di deblistering non possono – e non devono – essere solo di tipo economico, cerchiamo di elencare qui di seguito gli approfondimenti, in termini di redditività, da valutare prima di procedere a una scelta nel merito.
L’obiettivo di questo approfondimento non è fornire risultati predeterminati – in questo caso, dato l’argomento, userei la parola “preconfezionati” – ma strumenti che aiutino il farmacista a “fare i conti con la penna”. È infatti più importante sapere quali siano gli aspetti da considerare e poi fare i conti all’interno della propria realtà piuttosto che sapere – senza aver correttamente definito il contesto – che una macchina per il deblistering può costare anche oltre centomila euro e comincia a generare margine a partire dal centocinquantesimo paziente. Tutti i valori sono indicazioni e molte volte il punto di pareggio dipende anche dal tipo di configurazione di costo utilizzato.
Come detto, in questa analisi prescindiamo completamente dagli aspetti normativi, già affrontati in maniera esaustiva da persone più preparate di noi.
Aspetti da considerare quando valutiamo l’acquisto di una macchina per il deblistering
I cosiddetti “Driver di attribuzione dei costi”, ovvero aspetti da analizzare per arrivare a un corretto budget di questa attività, si possono riassumere nei seguenti:
- Lo spazio fisico in cui intendo eseguire l’attività è di proprietà oppure dovrò affittarlo?
Anche se lo spazio è di proprietà, va considerato un costo figurativo per un suo potenziale utilizzo alternativo, se invece va affittato andrà considerato il costo della locazione. Inoltre: lo spazio ha bisogno di essere ristrutturato? Se sì andranno tenuti in conto i relativi costi. Inoltre, va tenuto conto di un’area per lo stoccaggio dei farmaci. - Per questa attività ho un operatore disponibile oppure ne va trovato uno esterno perché i collaboratori, o il titolare, sono già saturi con le attività attuali?
Nel caso in cui si utilizzino ore di un operatore della farmacia, andrà tenuto conto solo del tempo utilizzato: a questo scopo consiglio di tenere dei semplici registri – anche solo tabelle – dove annotare il momento di entrata e di uscita dal laboratorio di deblistering. In caso contrario, se va assunto un operatore dedicato a questa attività, va considerato il relativo costo aziendale (che è diverso dalla cosiddetta RAL). - La produzione prevede blister settimanali o bustine?
La produzione dell’una o dell’altra soluzione porta con sé la scelta di tecnologie produttive differenti con costi diversi. La decisione va presa a monte, in modo da attribuire i corretti costi: nel caso delle bustine tenete conto, oltre che dei consumi delle stesse, anche dei consumi di inchiostro. Su questo aspetto preme anche segnalare che l’abilità del soggetto che si occupa operativamente della produzione può migliorare la produttività. - Qual è il numero di molecole da utilizzare?
Questo forse è il dato che più influenza il costo di produzione della terapia di un paziente. Anche seguendo la logica, maggiore è il numero di molecole, maggiore sarà la complessità dell’operazione e dunque il tempo necessario per automatizzarlo (restano fuori da questa analisi i liquidi). - I farmaci sono quelli distribuiti dalla farmacia o vengono forniti dai clienti?
Questo aspetto impatta per il margine sul farmaco (che non considererei a priori) o, viceversa, per la logistica dell’approvvigionamento. Lo stoccaggio è comune per le due soluzioni. - La consegna avviene in farmacia o è necessario recapitare i blister al cliente? Nel secondo caso va tenuto conto della distanza della farmacia dal domicilio del cliente.
(Un consiglio: ragionate sempre con i costi al netto dell’Iva per arrivare a una corretta analisi degli stessi).
Se notate, non abbiamo inserito tra gli aspetti peculiari l’esistenza o meno di un’agevolazione fiscale sull’acquisto della macchina: non può e non deve essere la ragione per la quale faccio un investimento, ma lo si può considerare in fase di calcolo.
Tutti gli aspetti sopra considerati servono a dimensionare correttamente la scelta del macchinario che vado ad acquistare e, dalle interviste fatte, abbiamo compreso che la produttività di un congiunto operatore-macchina è legata sicuramente al tipo di produzione scelto, ma in particolare alla complessità del trattamento erogato. Un’ipotesi potrebbe essere iniziare la produzione con una macchina piccola, con maggiore intervento manuale, soddisfare i pazienti della propria farmacia e solo successivamente investire in una macchina di dimensioni maggiori se il lavoro lo richiede.
Infine, conviene o non conviene?
Dipende: i fattori da considerare sono quelli numerici sopra esposti, che vanno poi trasformati in un budget – per esempio: il numero di blister-bustine/ora per operatore, che determina il numero di operatori necessari, il numero di pazienti gestiti e di trattamenti/giorno (in media tipicamente quattro, ma possono essere di più), il costo di acquisto di macchina e accessori, il costo di manutenzione annuo, l’eventuale fee alla software house per la gestione dei piani terapeutici e sui driver di attribuzione (buste? blister? pazienti/giorno?).
Consiglio sempre di investire più tempo nella fase preliminare di analisi, chiedendo supporto a chi vende la macchina – ma non solo – per evitare di trovarsi sorprese in un secondo momento, magari con un investimento sovradimensionato dove si sarebbe potuto utilizzare una macchina manuale, o semiautomatica, affiancata dal software. Iniziata la prestazione, è necessario monitorare come l’attività procede realmente, eventualmente correggendo il tiro.
Chiudo con una libera traduzione di una frase attribuita a Eisenhower: “Nel prepararmi per le battaglie, ho sempre trovato che i piani siano inutili, ma la pianificazione indispensabile”.
