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Quando il “malessere” è un campanello d’allarme

L’INIZIATIVA

Quando il “malessere” è un campanello d’allarme

Federfarma Verona porta agli studenti delle superiori il Progetto Mimosa, con incontri dedicati ai segnali di tossicità nelle relazioni e alle possibilità di chiedere aiuto in sicurezza. Dialogo, prevenzione e rete territoriale al centro degli interventi

27 novembre 2025

a cura della Redazione

In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Federfarma Verona ha avviato una serie di incontri nelle scuole superiori per aiutare gli studenti a riconoscere i segnali di allarme di un rapporto pericoloso, un fenomeno che i ragazzi, nel loro gergo, definiscono chiamando “malessere” il partner maschile di una relazione tossica.

L’iniziativa di Federfarma rientra nel programma 2025 delle iniziative a cura del Comune di Verona contro la violenza sulle donne. Gli interventi formativi sono stati rivolti agli studenti delle classi IV e V dell’Istituto Lavinia Mondin e all’IISS Copernico Pasoli, all’interno del Progetto Mimosa.

«Osserviamo i nostri alunni anche nei silenzi – spiega Maddalena Comparini, dirigente del Mondin – e il confronto con operatori esterni come i farmacisti è utile perché i ragazzi capiscono di poter chiedere supporto anche in forma anonima».

Nadia Segala, consigliere Federfarma Verona e referente “Progetto Mimosa”, sottolinea l’importanza di coinvolgere anche gli studenti maschi: «La tutela delle donne nasce dal comportamento degli uomini. Relazioni sane portano benessere a tutti, e chiedere aiuto è un passo fondamentale anche per i soggetti maltrattanti che vogliono uscire dalla spirale della violenza».

Dal Copernico Pasoli arriva un riscontro positivo: «Conoscere iniziative come il Progetto Mimosa contribuisce a formare una mentalità attenta al prossimo – osserva Elena Tobaldini, collaboratrice della dirigente scolastica dell’IISS Copernico Pasoli, Sara Agostini – e aiuta i giovani a riconoscere situazioni a rischio».

Il Progetto Mimosa è attivo tutto l’anno nelle farmacie aderenti: l’accesso è anonimo e consente di ricevere ascolto, indicazioni e i numeri utili per rivolgersi alle strutture competenti. Obiettivo: non lasciare sole le vittime e incoraggiare tutti a chiedere aiuto, senza stigma. Come sottolinea Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona: «La farmacia diventa un tramite tra le donne che cercano aiuto e le realtà territoriali di tutela: le nostre porte sono sempre aperte e senza richiesta di documenti».

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