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Riparto Fsn 2025, nuovi equilibri per la sanità pubblica

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Riparto Fsn 2025, nuovi equilibri per la sanità pubblica

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il sottosegretario di Stato con delega al Cipess Alessandro Morelli
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il sottosegretario di Stato con delega al Cipess Alessandro Morelli

Il Cipess approva la distribuzione alle Regioni del Fondo sanitario per il 2025, con oltre 136,5 miliardi destinati al Servizio sanitario nazionale. Confermati i criteri di equità e il rafforzamento dell’assistenza territoriale. La stabilizzazione della farmacia dei servizi apre una fase di maggiore integrazione e programmazione per il canale farmacia

5 febbraio 2026

di Rossella Gemma

Con l’approvazione del riparto alle Regioni e alle Province autonome del Fondo Sanitario Nazionale per il 2025, il Cipess – Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, ha definito un passaggio centrale per la pianificazione della sanità pubblica italiana. La decisione, assunta il 29 gennaio a Palazzo Chigi, assegna al Servizio sanitario nazionale risorse per oltre 136,5 miliardi di euro, confermando un percorso di rafforzamento che, secondo le previsioni della Legge di bilancio 2026, porterà il finanziamento complessivo a 143 miliardi di euro.

Alla conferenza stampa di presentazione del provvedimento sono intervenuti il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il sottosegretario di Stato con delega al Cipess Alessandro Morelli. Nel suo intervento, Gemmato ha sottolineato come l’aumento delle risorse rappresenti «la conferma di una volontà politica orientata a consolidare la sanità pubblica quale pilastro di coesione sociale e di tutela del diritto alla salute, evidenziando al contempo il valore di una programmazione resa possibile dalla stabilità dell’attuale Governo».

Nuovi criteri di equità

Il riparto 2025 si inserisce nel quadro dei criteri aggiornati, concordati con le Regioni nel dicembre 2022, applicati per il terzo anno consecutivo dopo una lunga fase di richieste di revisione del modello distributivo. Accanto ai parametri demografici tradizionali, il sistema tiene conto di indicatori di esito e di contesto socioeconomico, come il tasso di mortalità sotto i 75 anni e il coefficiente di deprivazione, che considera povertà relativa, livelli di istruzione e tasso di disoccupazione. In questa prospettiva, il rafforzamento dell’assistenza territoriale diventa una leva fondamentale per rendere effettivi i principi di equità del Servizio sanitario nazionale, valorizzando anche il contributo dei presidi sanitari di prossimità, tra cui le farmacie, sempre più coinvolte nell’erogazione di prestazioni a bassa complessità e nel supporto alla presa in carico dei pazienti sul territorio. L’applicazione di questi criteri determina nel 2025 un incremento di circa 229 milioni di euro a favore delle Regioni del Mezzogiorno, portando a 680 milioni di euro il riequilibrio complessivo nel triennio 2023-2025.

Riconoscimento dei ruoli e integrazione tra figure sanitarie

In continuità con le scelte adottate fin dall’inizio del mandato dell’attuale esecutivo, una parte rilevante delle risorse del Fondo Sanitario Nazionale 2025 è destinata alla valorizzazione del personale sanitario. L’orientamento complessivo è quello di rafforzare il riconoscimento economico e professionale degli operatori, sostenendo l’attrattività del lavoro nel Servizio sanitario nazionale e favorendo, al tempo stesso, il recupero delle liste d’attesa attraverso il finanziamento delle prestazioni aggiuntive. Pur non coinvolgendo direttamente i farmacisti, questo investimento contribuisce a rafforzare l’assetto dell’assistenza territoriale, creando le condizioni per una maggiore integrazione tra le diverse professioni sanitarie.

In questo quadro si colloca la decisione del Cipess di deliberare il riparto dei 25,3 milioni di euro destinati alla proroga della farmacia dei servizi, misura che assume un significato particolarmente rilevante alla luce della Legge di bilancio 2026, che ha reso strutturale questo modello con un finanziamento annuo di 50 milioni di euro. Il passaggio dalla sperimentazione alla stabilizzazione segna un cambio di fase, riconoscendo la farmacia come presidio permanente dell’assistenza territoriale, chiamato a contribuire in modo continuativo a facilitare l’accesso dei cittadini alle cure e alle prestazioni a bassa complessità, in raccordo con il resto del sistema sanitario.

Si consolida la farmacia dei servizi

Per i farmacisti, il riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2025 apre una fase caratterizzata da maggiore prevedibilità e responsabilità. La stabilità delle risorse consente di programmare investimenti organizzativi e professionali, mentre il consolidamento della farmacia dei servizi rafforza il ruolo clinico-assistenziale della farmacia nella sanità di prossimità. In questo scenario, la collaborazione con il Servizio sanitario nazionale e con gli altri attori territoriali diventa un elemento strategico per contribuire agli obiettivi di equità, sostenibilità e qualità dell’assistenza.

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