Sanità e territorio, i conti da far tornare
L'INTERVISTA
Sanità e territorio, i conti da far tornare

Tra innovazione e conferma del ruolo centrale della farmacia nell’ottica di efficientamento e riforma della salute di prossimità. Il punto di vista sulla sanità del vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia Marco Alparone
20 marzo 2025
di Carlo Buonamico
«Abbiamo un tema di attrattività verso determinate professioni, sappiamo che stiamo attraversando un periodo di difficoltà che può essere affrontato attraverso la valorizzazione in termini di professionalità, tutela delle condizioni di lavoro e qualità della vita, ma anche con una programmazione di interventi di lungo periodo». È questa la risposta del vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia Marco Alparone a una delle domande più difficili a cui dare riscontro in tema di sanità territoriale: come fare ad allestire le case di comunità se mancano medici e infermieri?
Mmg, un ricambio generazionale non imminente
Rispetto ai Mmg la Fondazione Gimbe parla addirittura di rischio di estinzione, tra gli imminenti pensionamenti di diverse migliaia di unità e lo scarso ricambio generazionale registrato da una consistente non copertura delle borse di specialità per la Medicina generale. Cionondimeno, afferma Alparone, i numeri dicono che la classe medica andrà rimpinguandosi in termini di unità: «Alcune analisi di settore evincono 108.700 medici in pensione entro il 2032, ma già 141.000 in formazione». Precisando però che «ogni modifica al tempo zero in merito alla formazione medica avrà le sue ricadute solo dopo 9-11 anni».
Valorizzare le farmacie di comunità
Insomma, in quanto a un’adeguata disponibilità di professionisti che riempiano i muri delle case di comunità pare che ci sia ancora tempo per andare a regime. Anche per questo universalità ed equità di accesso alle cure devono passare perentoriamente anche dalla farmacia territoriale. Che Alparone preferisce chiamare “di comunità”, in riferimento al ruolo fondamentale che essa riveste nei quartieri delle città e all’interno dei piccoli paesi. «Le farmacie sono la prima porta di ingresso al sistema sociosanitario. Ancor prima di distribuire farmaci, sono un punto di riferimento sanitario ma anche sociale. Dobbiamo uscire da un approccio a silos» e andare verso uno «di ecosistema, dove la farmacia svolge per sua natura un ruolo determinante che parte dalla prevenzione e arriva alla cura del paziente. Regione Lombardia intende valorizzare il ruolo del farmacista e la capillarità delle farmacie, sia come elemento di ingaggio sia come elemento di cura».
Il nodo sanità/bilancio
In tutto questo, resta il nodo di riuscire a contemperare la riforma della sanità regionale e i vincoli di bilancio. Risponde l’assessore: «La spesa del sistema sociosanitario ha un impatto importante in termini complessivi e questo comporta una notevole influenza nelle scelte di programmazione economico-finanziaria dell’ente, di conseguenza all’interno della manovra finanziaria 2025-2027 (Bilancio di previsione 2025-2027 e Legge di Stabilità 2025). Le scelte programmatiche sono bene delineate all’interno del Piano sociosanitario regionale e del Piano strategico sanità digitale di Regione Lombardia, che condividono una visione strategica nel lungo periodo partendo dalle risorse del Pnrr».
L’intervista completa sarà disponibile sul prossimo numero di iFarma.