informazione, partecipazione, condivisione

Sciopero farmacie: continuità del servizio garantita

L’ATTUALITÀ

Sciopero farmacie: continuità del servizio garantita

Al centro della protesta il divario tra crescenti responsabilità e inquadramento economico. Non si può prescindere però dalla sostenibilità delle farmacie. Ora il contratto deve essere chiuso

16 aprile 2026

di Gianni Scancariello, farmacista

Si è svolto a Roma lo sciopero nazionale dei dipendenti delle farmacie private, proclamato da Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS, che riguarda oltre 75.000 lavoratori tra farmacisti e collaboratori. La mobilitazione, seconda a livello nazionale dopo quella del novembre 2025, nasce dal mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scaduto il 31 agosto 2024. L’adesione si è attestata secondo fonti sindacali intorno al 70 per cento su scala nazionale, con punte più elevate in alcune realtà territoriali, secondo Federfarma molto più bassa (in base ai dati a disposizione, per circa 6.000 farmacie, più o meno il 30% del totale, ha partecipato il 10 per cento per il personale farmacista e meno del 3 per quello non farmacista). Parallelamente allo sciopero a Roma si è svolta una manifestazione nazionale, con un corteo da piazza Vittorio Emanuele II a piazza San Giovanni in Laterano, nei pressi della sede di Federfarma, che ha visto la partecipazione di circa 1.500 lavoratori.

L’immagine della giornata restituisce in modo chiaro il clima della mobilitazione: una protesta ben organizzata, composta, numericamente significativa e pacifica.

Servizio garantito

Nonostante l’ampia partecipazione, l’impatto sul servizio è rimasto contenuto. Federfarma sottolinea che solo 26 farmacie sono state chiuse e tutte hanno garantito i livelli minimi di assistenza previsti, mantenendo operativa una quota significativa del personale e assicurando la dispensazione dei farmaci. Per i cittadini, la giornata si è tradotta prevalentemente in rallentamenti e riduzione delle attività accessorie, senza criticità rilevanti nell’accesso ai medicinali. Una dinamica già osservata in precedenti mobilitazioni del settore, che conferma un elemento strutturale: la continuità del servizio farmacia limita la capacità dello sciopero di generare una pressione sistemica.

Le ragioni della protesta

Al centro della mobilitazione vi è il mancato rinnovo contrattuale, ma il tema è più ampio. I farmacisti dipendenti segnalano una crescente distanza tra responsabilità professionale e riconoscimento economico, in un contesto caratterizzato da aumento dei carichi di lavoro, carenza di personale e progressiva perdita di attrattività della professione. La richiesta non riguarda esclusivamente un adeguamento salariale, ma il riconoscimento concreto della natura sanitaria dell’attività svolta.

L’intervento dell’Ordine dei Farmacisti di Roma

Nel giorno dello sciopero è intervenuto ufficialmente anche l’Ordine dei Farmacisti di Roma, con un comunicato che richiama esplicitamente la responsabilità istituzionale. Il Presidente Giuseppe Guaglianone ha sottolineato l’urgenza di una rapida conclusione delle trattative, evidenziando come lo sciopero rappresenti «l’inequivocabile segnale di un profondo stato di crisi» all’interno della professione.

L’Ordine ha posto al centro del dibattito il riconoscimento della “specificità sanitaria” del farmacista, anche attraverso l’introduzione di una specifica indennità. Un passaggio che viene definito non solo come atto dovuto alla professionalità dei colleghi, ma come presupposto necessario per valorizzare il ruolo del farmacista quale riferimento sanitario di prossimità. Nel comunicato viene inoltre evidenziato come il protrarsi dello stallo contrattuale stia alimentando tensioni interne alla categoria, con possibili ripercussioni sulla qualità percepita del servizio da parte dei cittadini.

Un segnale che resta interno alla categoria

La giornata di oggi restituisce un quadro chiaro: la mobilitazione è reale, ma il sistema non reagisce. Per i cittadini non cambia nulla, dalla politica – al momento – non emergono segnali concreti. Questo elemento rappresenta il limite principale dell’attuale fase: anche uno sciopero non riesce a tradursi in leva negoziale efficace, in assenza di un impatto diretto sulla continuità del servizio.

Il nodo strutturale

Lo sciopero evidenzia una criticità che va oltre il rinnovo contrattuale. Il modello attuale continua a non distinguere in modo chiaro le attività professionali sanitarie. In questo contesto, il lavoro del farmacista resta economicamente legato principalmente alla dispensazione, mentre il valore clinico e professionale dell’attività non trova ancora un riconoscimento autonomo e strutturato.
Il tema della “specificità sanitaria”, richiamato anche dall’Ordine di Roma, si inserisce esattamente in questo punto di frizione tra evoluzione della professione e modello economico. Le trattative riaperte nei mesi scorsi non hanno ancora prodotto risultati concreti. Le organizzazioni sindacali hanno già annunciato la possibilità di ulteriori iniziative.

Resta aperta una questione centrale: la capacità della professione di trasformare una mobilitazione legittima in una proposta strutturata, capace di incidere non solo sul rinnovo contrattuale, ma sull’evoluzione complessiva del sistema farmacia.

0 Condivisioni

Altre news

16 Aprile 2026 ,