Statine e nutraceutici: con l’aderenza arrivano i risultati
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Statine e nutraceutici: con l’aderenza arrivano i risultati

Due studi indipendenti confermano che la costanza nell’assunzione rafforza l’efficacia: in particolare, dallo studio su Cardioritmon Colesterolo di Dompé emerge che con un’aderenza vicina al 90 per cento il colesterolo LDL si riduce fino al 26,7 per cento
10 settembre 2026
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Intervenire precocemente sul profilo lipidico abbassando i livelli di colesterolo LDL borderline significa ridurre il rischio cardiovascolare. Su questo punto le evidenze scientifiche e le più recenti linee guida internazionali sono concordi; ciononostante, migliaia di persone continuano a convivere con valori di colesterolo superiori ai livelli raccomandati. Il motivo non è la mancanza di terapie efficaci, ma molto spesso la cattiva aderenza ad esse: i trattamenti vengono interrotti, dimenticati o assunti in modo discontinuo. La vera sfida, quindi, non è soltanto scegliere il rimedio giusto, ma riuscire a far sì che venga assunto con costanza. L’efficacia di qualsiasi intervento, farmacologico o nutraceutico che sia, dipende infatti dalla capacità del paziente di seguirlo con continuità nel tempo. È un concetto che vale per tutte le strategie di gestione dell’ipercolesterolemia, come mostrano i risultati ipolipemizzanti del trattamento con statine e con nutraceutici condotti in due studi differenti. Pur non essendo direttamente confrontabili in quanto analizzano popolazioni e durata di trattamento diversi, utilizzando indicatori di efficacia e aderenza altrettanto differenti, entrambi sono però giunti alla stessa conclusione: l’efficacia nella riduzione del C-LDL è proporzionale all’aderenza al trattamento; quando questa aumenta, aumentano anche i risultati.
Due studi diversi, un’unica conclusione
Statine
Le statine rappresentano da anni il trattamento di riferimento nei pazienti con rischio cardiovascolare elevato o molto elevato e la loro efficacia nel ridurre tali eventi è ampiamente documentata. Tuttavia, nella pratica clinica il principale limite resta la persistenza terapeutica: molti pazienti, infatti, sospendono la cura o la seguono in modo irregolare. Tra le cause più frequenti della scarsa aderenza terapeutica giocano un ruolo di primo piano i diversi effetti avversi legati all’utilizzo di statine, in particolare i sintomi muscolari come crampi, mialgia o fatica, che contribuiscono alla decisione di interrompere l’utilizzo di queste terapie.
Uno studio osservazionale condotto su 5.365 veterani statunitensi ha valutato l’impatto dell’aderenza terapeutica sulla risposta lipidica, dimostrando con chiarezza quanto questo fenomeno incida sull’efficacia della terapia. I pazienti con elevata aderenza terapeutica (Medication Possession Ratio = 0.95) hanno ottenuto riduzioni significativamente maggiori del colesterolo LDL rispetto ai non aderenti, con una differenza di circa 21 mg/dL dopo 12 mesi. Analogo andamento è stato osservato anche per colesterolo totale e colesterolo non-HDL. Gli autori dello studio sono giunti alla conclusione che l’aderenza rappresenta un determinante fondamentale del beneficio clinico della terapia con statine e che migliorare la compliance può tradursi in una riduzione del rischio di infarto, ictus e mortalità. Il messaggio è chiaro: anche il trattamento più efficace perde gran parte del proprio potenziale se non viene assunto regolarmente.
Cardioritmon Colesterolo
Un messaggio analogo emerge dallo studio real life multicentrico promosso dalla SIICP (Società Italiana Interdisciplinare per le Cure Primarie), che ha valutato l’efficacia di Cardioritmon Colesterolo di Dompé farmaceutici. Questo dietary supplement, contenente un complesso brevettato (Ritmon Colesystem), agisce su cinque target del metabolismo del colesterolo endogeno per un’azione completa che va a inibire la sintesi epatica, aumentare la ricaptazione epatica, migliorare l’escrezione biliare dal fegato, oltre che svolgere un’azione antiossidante per la riduzione delle LDL circolanti ossidate e sul colesterolo esogeno, ossia introdotto con l’alimentazione, che riduce il suo assorbimento intestinale.
Obiettivo dello studio era verificare l’efficacia di Cardioritmon Colesterolo dopo almeno 90 giorni di trattamento. L’analisi ha coinvolto 20 medici di cure primarie e 138 pazienti con ipercolesterolemia lieve-moderata, non trattati precedentemente con farmaci ipolipemizzanti. Già nella popolazione complessiva i risultati sono stati significativi: con un’aderenza media stimata intorno al 58 per cento, Cardioritmon Colesterolo ha mostrato una riduzione del colesterolo LDL del 18 per cento, del colesterolo non-HDL del 16 per cento e del colesterolo totale del 12,6 per cento, senza che siano stati segnalati effetti collaterali e senza variazioni clinicamente rilevanti degli indici di sicurezza. Ma il dato più interessante è emerso dall’osservazione di coloro che hanno seguito il trattamento con continuità. Al termine dello studio, dal gruppo principale è stato selezionato un sottogruppo di 65 pazienti che aveva assunto regolarmente Cardioritmon Colesterolo secondo la posologia raccomandata (2 capsule al giorno in un’unica somministrazione serale per almeno 3 mesi) con un’aderenza media vicina al 90 per cento. In questo caso i risultati sono stati ancora più evidenti. La riduzione del colesterolo LDL è salita al 26,7 per cento, mentre il colesterolo totale è diminuito del 16,4 per cento e il colesterolo non-HDL del 21,3 per cento. Il dato è particolarmente significativo perché dimostra che la continuità di assunzione è un vero fattore terapeutico: quando l’aderenza migliora, cresce anche l’efficacia del trattamento.
Il ruolo strategico del farmacista
Con il 25 per cento degli uomini e il 30 per cento delle donne italiane tra i 35 e i 74 anni con colesterolemia totale elevata*, il controllo di questa condizione appare un tema di crescente rilevanza. I dati di una ricerca Ales Market Research evidenziano il ruolo centrale degli operatori sanitari nella diffusione delle informazioni sugli integratori destinati alla gestione del colesterolo. Secondo l’indagine, il 39 per cento degli intervistati si affida al personale di farmacia/parafarmacia, preceduto solo dal medico di base (61 per cento). Un ruolo che appare significativo anche tra i Cardioritmon users, dove farmacia e parafarmacia rappresentano una fonte di conoscenza mediamente per il 33 per cento degli utilizzatori dell’integratore alimentare di Dompé e un importante punto di riferimento anche nel favorire la continuità del trattamento. Nei soggetti con ipercolesterolemia lieve-moderata e rischio cardiovascolare basso-moderato, educazione terapeutica e counselling in farmacia possono infatti sostenere una corretta e costante assunzione. In tal senso, Cardioritmon Colesterolo aggiunge un elemento di interesse: oltre ai dati di efficacia ottenuti in real-life, lo studio SIICP evidenzia che l’aderenza alla posologia permette di esprimere pienamente il potenziale e il beneficio del trattamento, confermando il valore della continuità terapeutica e del farmacista nel supportare il paziente nel tempo.
* Istituto Superiore di Sanità, Progetto CUORE – Italian Health Examination Survey (ITA-HES) 2023–2025, dati preliminari 2023-2024
