Terapie topiche e consiglio
L’AGGIORNAMENTO
Terapie topiche e consiglio
Un’indagine Sifac conferma la centralità del farmacista nel limitare l’uso improprio di antibiotici nelle affezioni cutanee minori. Promuovere alternative efficaci e protocolli basati sulle evidenze è prioritario per contrastare il fenomeno della resistenza batterica e garantire la sicurezza del paziente
25 maggio 2026
di Corrado Giua Marassi,
presidente Società italiana farmacia clinica (Sifac)
Nella gestione delle più comuni problematiche dermatologiche il farmacista di comunità si conferma come professionista sanitario di riferimento per i cittadini: è quanto emerge dalla survey promossa dalla Società italiana di farmacia clinica, che ha coinvolto 205 farmacisti distribuiti sul territorio nazionale. L’indagine ha fotografato percezione, esperienze e comportamenti professionali in relazione all’impiego di antibiotici topici e alternative nella gestione delle problematiche dermatologiche minori, tema particolarmente rilevante alla luce dell’impatto di questi principi attivi sull’antibiotico-resistenza (Amr) a livello sistemico.
In particolare, dai dati è emerso che ferite superficiali, abrasioni e dermatiti rappresentano gli ambiti in cui il farmacista interviene più frequentemente: circa il 70 per cento dei responders ha dichiarato di affiancare o “sostituire” spesso il parere medico nella gestione di questo tipo di lesioni.
Tra gli aspetti indagati vi è stata anche l’appropriatezza delle indicazioni d’uso: in coerenza con le indicazioni terapeutiche, la maggioranza dei responders ritiene non indicato l’uso di antibiotici topici nelle lesioni superficiali pulite (93 per cento) e nelle dermatiti o irritazioni cutanee (≈90 per cento). Il 94,6 per cento, tuttavia, considera appropriato il consiglio di terapie antibiotiche in caso di sospetta infezione e la decisione del tipo di antibiotico da scegliere resta ancora in parte legata all’esperienza: il 35 per cento si affida alla prassi consolidata e solo un terzo fa riferimento a linee guida o evidenze scientifiche.
Considerato che l’attenzione al tema dell’antibiotico-resistenza da parte dei farmacisti è alta (il 77 per cento ha evidenziato una sensibilità diffusa verso i principi di antimicrobial stewardship-Ams), è crescente l’attenzione verso nuove soluzioni terapeutiche in grado di prevenire lo sviluppo di infezioni senza l’utilizzo di antibiotici. I principali benefici percepiti dai farmacisti sono la riduzione del rischio di antibiotico-resistenza (88,8 per cento) e la buona efficacia nelle lesioni non infette (76,1 per cento), con un’accettazione generalmente buona da parte dei pazienti se supportata da adeguato counselling.
Alla luce delle risultanze, la capacità di orientare il paziente verso scelte appropriate attraverso una buona relazione comunicativa farmacista-paziente si rivela essenziale: emerge quindi l’esigenza, sempre più concreta, di dotarsi di strumenti adeguati a rafforzare quest’ultima.
In conclusione, la survey offre una fotografia inedita del contesto della farmacia di comunità, rivelando percezioni e comportamenti dei farmacisti italiani in tema di antibiotico-resistenza topica. Il rafforzamento di competenze basate su evidenze, insieme all’educazione e sensibilizzazione del paziente in merito a tali tematiche, rappresentano interventi da intraprendere per consolidare il contributo della farmacia di comunità alla promozione di un uso razionale degli antibiotici topici.
