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Il Testo Unico sulla farmaceutica? Entro la legislatura

L'INTERVISTA

Il Testo Unico sulla farmaceutica? Entro la legislatura

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato al convegno “Verso il Testo Unico della Legislazione Farmaceutica: incontro con gli stakeholders”. Roma, Camera dei Deputati, 31 luglio 2025
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato al convegno “Verso il Testo Unico della Legislazione Farmaceutica: incontro con gli stakeholders”. Roma, Camera dei Deputati, 31 luglio 2025

Con il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato abbiamo parlato delle priorità e delle prossime tappe di un percorso normativo complesso e ambizioso, pensato per incidere in maniera concreta sulla vita quotidiana dei pazienti e sul lavoro degli operatori del settore

11 settembre 2025

di Rossella Gemma

Il Governo si sta impegnando per portare a termine entro la legislatura una riforma della normativa farmaceutica attraverso un Testo Unico fortemente voluto dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. Un provvedimento che punta a dare certezze a cittadini e operatori di un comparto strategico che vale miliardi di euro, coinvolge migliaia di professionisti e incide direttamente sulla qualità della vita delle persone. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire maggiore accesso ai farmaci e sostenibilità economica per il Ssn, dall’altro valorizzare il ruolo delle farmacie di comunità come presidi sanitari di prossimità, rafforzandone la funzione anche attraverso la digitalizzazione dei servizi. Tra i pilastri del testo figurano infatti la revisione del payback farmaceutico, l’integrazione con il Fascicolo sanitario elettronico, la razionalizzazione della rete di distribuzione e l’estensione di servizi di telemedicina e prevenzione sul territorio. Ne abbiamo parlato con il sottosegretario, che ci ha illustrato i punti fermi e le tappe dell’iter di definizione e approvazione del nuovo, ambizioso testo.

Onorevole Gemmato, nel nuovo impianto normativo è previsto un riconoscimento formale del ruolo delle farmacie come presidio sanitario di prossimità? In che modo verrà valorizzato il contributo del farmacista nella presa in carico del paziente cronico o fragile?

Già dai tempi della passata emergenza pandemica abbiamo toccato con mano come la farmacia si sia distinta quale avamposto di salute, grazie al grande spirito di responsabilità e “coefficiente di elasticità” dei suoi professionisti, e all’integrazione dei servizi erogati con quelli degli altri presidi del territorio. Il nuovo impianto normativo conferma e rafforza questa visione, riconoscendo il ruolo strategico del farmacista nella promozione della salute e nella continuità assistenziale. Nei principi dello schema di disegno di legge delega del Testo Unico della legislazione farmaceutica, la farmacia viene valorizzata per essere non solo un luogo di dispensazione di medicinali ma anche di erogazione di servizi sanitari di bassa complessità, prevedendone l’integrazione strutturata nella rete assistenziale territoriale.

Ricordo peraltro che la farmacia dei servizi esiste dal 2009, ma è con questa legislatura che si sta lavorando più intensamente per renderla finalmente strutturale. Il nostro obiettivo è fare in modo che i cittadini possano trovare nella propria farmacia di fiducia un ventaglio di servizi sempre più ampio, capace di rispondere alle esigenze di prevenzione, gestione delle patologie croniche e supporto ai più fragili. Così il farmacista diventa un punto di riferimento concreto nella presa in carico del paziente, rafforzando la rete territoriale del Ssn e contribuendo in maniera significativa alla salute della collettività.

Il nuovo testo prevederà l’accesso del farmacista al Fascicolo sanitario elettronico anche per aggiornamenti o consultazione? Sarà riconosciuto un ruolo attivo del farmacista nei percorsi digitali di cura?

L’accesso al Fse, così come al Dossier farmaceutico, rappresenta uno strumento fondamentale: permetterà al farmacista di consultare in tempo reale prescrizioni, consumi e stock, di aggiornare informazioni cliniche pertinenti e di intervenire prontamente per segnalare eventuali criticità nella disponibilità dei farmaci, con particolare attenzione ai pazienti cronici, fragili o con patologie rare. L’attuale normativa già attribuisce al farmacista la possibilità di accedere al Fse del paziente, il nuovo quadro normativo intende promuovere un ruolo sempre più attivo nei percorsi digitali di cura e soprattutto l’interoperabilità dei diversi sistemi digitali sanitari centrali e regionali.

La digitalizzazione dei processi di prescrizione e dispensazione, infatti, favorisce una presa in carico più coordinata e continua, integrando la farmacia nella rete del Ssn. In questo contesto, la farmacia diventa un presidio digitale di prossimità, capace di offrire servizi di telemonitoraggio, televisita e supporto alla prevenzione, soprattutto in quelle aree più remote e interne del Paese, dove rappresenta spesso l’unico punto di accesso ai servizi sanitari.

 Visto il complesso iter previsto, ritiene realistico che il Testo Unico venga approvato e attuato prima della fine della legislatura? Quali saranno le tappe principali per rispettare questa scadenza?

L’intenzione è quella di portare a termine l’iter entro la fine della legislatura. Pur consapevoli della complessità delle fasi normative e della necessità di garantire un confronto ampio e approfondito con tutti gli attori coinvolti, riteniamo realistico rispettare questa scadenza, grazie a un percorso strutturato e condiviso. Le tappe principali prevedono momenti di consultazione e confronto con gli stakeholder su tutto il territorio nazionale. Come anticipato durante l’incontro con i rappresentanti del settore, stiamo già ipotizzando ulteriori incontri nel Nord, nel Centro e nel Sud Italia per raccogliere contributi e osservazioni sul campo, garantendo che il Testo Unico rifletta le esigenze dei cittadini, dei farmacisti e delle istituzioni locali. Parallelamente, il percorso legislativo seguirà le fasi ordinarie di opportuna condivisione e revisione parlamentare, con una calendarizzazione attenta che permetta di affrontare in modo puntuale i vari aspetti: dalla regolamentazione dei servizi in farmacia all’integrazione digitale, fino alla razionalizzazione della distribuzione dei farmaci e alla valorizzazione della rete territoriale.

Quali indirizzi intende dare il Governo per una riforma strutturale del payback farmaceutico che sia sostenibile sia per il Ssn sia per l’intera filiera, dalla produzione alla dispensazione?

Aggiornare i tetti di spesa farmaceutica e rivedere i meccanismi di payback rappresenta uno dei principi fondamentali dello schema di disegno di legge delega, mirati a rendere il sistema più sostenibile e prevedibile, anche per le aziende e le farmacie territoriali.

Parallelamente, stiamo lavorando per rivedere le regole sulla distribuzione dei farmaci e incentivando la produzione interna di principi attivi ed eccipienti. Questo non solo rafforza l’autonomia del Paese e la continuità dell’approvvigionamento, ma assicura un accesso equo e costante ai farmaci, inclusi i farmaci galenici, con particolare attenzione ai pazienti con malattie rare, croniche o invalidanti. L’obiettivo è costruire un sistema più equilibrato e trasparente, in cui sostenibilità, accessibilità e continuità delle cure siano garantite, e in cui la filiera farmaceutica possa operare con regole chiare e certe, a beneficio di cittadini e operatori del settore.

È previsto un tavolo tecnico o una consultazione strutturata con le rappresentanze della professione farmaceutica per contribuire alla stesura dei decreti delegati?

Certamente intendiamo coinvolgere tutti gli attori della professione farmaceutica in un confronto costante e strutturato. La stesura dei decreti delegati rappresenta un passaggio cruciale per tradurre i principi della legge delega in strumenti operativi, e per questo il dialogo con le rappresentanze del settore sarà fondamentale per raccogliere osservazioni, suggerimenti e contributi.

L’obiettivo è garantire che le scelte normative siano condivise, sostenibili e coerenti con le esigenze dei cittadini e del sistema sanitario nel suo complesso. Per questo, la consultazione non sarà solo un momento formale, ma un’occasione per valorizzare l’esperienza e le competenze di chi opera quotidianamente sul territorio, assicurando che le decisioni finali siano solide, equilibrate e condivise, ma soprattutto lungimiranti e orientate al rafforzamento complessivo della salute pubblica sul territorio nazionale.

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