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Un bottone rosa per non perdersi

L'INIZIATIVA

Un bottone rosa per non perdersi

“The life button” è il simbolo di una bella campagna che promuove l’importanza dell’aderenza terapeutica per il tumore al seno. L’iniziativa, partita da Lilly con il patrocinio delle associazioni di pazienti Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna ODV, è rivolta alle pazienti oncologiche e ai loro caregiver

10 aprile 2025

di Claudio Buono

Il tumore al seno è la neoplasia più frequente tra le donne, con circa 54mila nuovi casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese. Fortunatamente, grazie ai progressi dell’innovazione scientifica, si sta rivelando una patologia sempre più curabile e, in molti casi, gestibile nel tempo, con un tasso di sopravvivenza a cinque anni pari all’88 per cento. Eppure, nonostante gli italiani siano consapevoli dell’importanza di seguire le cure prescritte, solo il 23 per cento si sente davvero informato sul tema dell’aderenza terapeutica e solo uno su due sa che questo comportamento contribuisce a ridurre recidive e mortalità, mentre nove su 10 vorrebbero una comunicazione più ampia e inclusiva al riguardo. È quanto emerge da un’indagine condotta da Adnkronos in collaborazione con EMG Different, secondo cui effetti collaterali, fattori psicologici o mancanza di informazioni adeguate fanno sì che dal 30 al 50 per cento delle pazienti interrompa la terapia ormonale prima del tempo.

Aumentare la consapevolezza

Parlare di prevenzione è dunque più che mai importante, ma oltre alla diagnosi precoce (screening, controlli regolari, stili di vita sani) è essenziale continuare a insistere su un tema spesso trascurato come l’aderenza terapeutica, ovvero il rispetto del percorso di cura indicato dai medici. Proprio per accendere i riflettori su un argomento di cui si parla troppo poco, Lilly, azienda farmaceutica da oltre 50 anni impegnata nello sviluppo di farmaci innovativi per il tumore al seno, con il patrocinio di Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna ODV, ha presentato di recente a Milano il lancio della campagna di awareness ed empowerment rivolta a pazienti e caregiver “The Life Button – Il bottone che ti lega alla vita”. L’iniziativa si propone di supportare le pazienti nel loro percorso dopo la diagnosi, incoraggiandole a instaurare un dialogo aperto con il proprio medico e a seguire correttamente il percorso di cura. Allo stesso tempo, mira a fornire a pazienti e caregiver gli strumenti necessari per un approccio alla terapia consapevole e motivato, riconoscendone gli effetti importanti sullo stato di salute.

Un remind per non “perdere il filo”

Simbolo della campagna e dell’aderenza terapeutica è un piccolo bottone di legno color rosa, pensato come monito quotidiano di vicinanza e incoraggiamento: un promemoria da tenere con sé, con alcune semplici frasi emozionali sul retro che fungono da mantra per le pazienti, incoraggiandole a non abbandonare il percorso di cura ma a portarlo a termine, vivendolo passo dopo passo con costanza e determinazione. Distribuito nei centri oncologici in tutta Italia aderenti all’iniziativa, il bottone è raccontato anche attraverso un video emozionale sul sito www.thelifebutton.it.

Medici e associazioni di pazienti a confronto

L’evento ha offerto l’occasione per un momento di condivisione e confronto tra esponenti del mondo scientifico e delle istituzioni, accompagnati dalle testimonianze delle tre associazioni dei pazienti che hanno patrocinato la campagna, rappresentate da Rosanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia, Antonella Campana, patient advocate Fondazione IncontraDonna e Anna Maria Mancuso, presidente Salute Donna ODV. Le relatrici hanno messo in luce in un video corale l’importanza del coinvolgimento attivo delle pazienti nel processo terapeutico, sottolineando come una responsabilità condivisa che coinvolga il rapporto medico-paziente e paziente-caregiver sia essenziale per migliorare la comunicazione e il supporto durante il trattamento, garantendo un percorso di cura più consapevole ed efficace.

Da parte sua, Grazia Arpino, professore associato all’università Federico II di Napoli, dopo aver ricordato che negli anni tanto è stato fatto per la prevenzione di questa neoplasia, ha proseguito affermando che «oggi la maggior parte delle donne guarisce in modo definitivo, tanto che la riduzione della mortalità ha raggiunto il 6 per cento. Adottare stili di vita sani aumenta la possibilità di vivere più a lungo e in salute, ma sicuramente l’aderenza terapeutica ha un ruolo fondamentale per prevenire e per diminuire al minimo il rischio di recidive».

Alessandra Fabi, direttore UOSD Medicina di precisione in Senologia della Fondazione Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma, dopo aver premesso che «la principale paura legata al tumore al seno è senza dubbio quella di un ritorno della neoplasia e di non accorgersene in tempo», ha poi aggiunto: «Seguire le indicazioni del medico è necessario affinché la terapia possa dare il massimo del suo beneficio e avere il suo effetto terapeutico, ma questo non è sempre facile e troppo spesso induce a voler interrompere le cure prima del tempo. Noi come medici dobbiamo impegnarci per evitare che questo accada, e instaurare un rapporto di fiducia tra medico e paziente, che sia fonte di un supporto, sostegno e confronto costante».

Forte anche l’impegno delle istituzioni, confermato dalle senatrici Ylenia Zambito, segretario della X Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, e Raffaella Paita, membro della V Commissione permanente Bilancio, che hanno ribadito il loro impegno nel promuovere azioni politiche volte a rafforzare la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore al seno.

Federico Villa, associate vice president Corporate Affairs & Patient Access di Lilly, ha infine dichiarato: «Pazienti e caregiver che ogni giorno affrontano questa patologia sono al centro di quello che facciamo. Ecco perché abbiamo fortemente voluto questa campagna, per provare a soddisfare un bisogno informativo ma anche per dare un segnale di vicinanza alle pazienti e a chi sta al loro fianco, fornendo loro gli strumenti necessari e un supporto emotivo per affrontare il percorso terapeutico con consapevolezza, senza scordare l’importanza di aderire al trattamento».

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