Un protocollo per la sicurezza
L'INTERVISTA
Un protocollo per la sicurezza

Sempre presente tra chi lavora in farmacia, quella per i furti e le rapine è una preoccupazione giustificata da una vera emergenza? Con il prefetto di Lodi Enrico Roccatagliata abbiamo parlato dell’andamento del fenomeno sul territorio, delle misure di prevenzione attuate e della promozione della cultura della sicurezza
10 luglio 2025
di Carlo Buonamico
Luoghi di consulenza sanitaria apprezzati dai cittadini, le farmacie purtroppo si trovano a volte al centro dell’attenzione della criminalità. Episodi di furti e rapine hanno sollevato preoccupazioni tra gli operatori del settore e in risposta a queste criticità la Prefettura di Lodi ha avviato una serie di azioni concrete volte a rafforzare la sicurezza, in sinergia con le Forze dell’Ordine e con la collaborazione attiva di Federfarma. Ne abbiamo parlato con il prefetto di Lodi, Enrico Roccatagliata, che ci ha illustrato l’andamento del fenomeno sul territorio, le misure di prevenzione messe in campo, i protocolli di collaborazione già attivati e l’impegno nel promuovere la cultura della sicurezza tra gli esercenti farmaceutici.
Dottor Roccatagliata, negli ultimi anni si è registrato un aumento di furti e rapine nelle farmacie del territorio. Quali misure di prevenzione e controllo sta attuando la Prefettura per garantire maggiore sicurezza agli operatori e ai cittadini?
Innanzitutto direi che è opportuno fare qualche precisazione, alla luce dei dati concernenti il fenomeno in esame, relativi agli ultimi tre anni completi, con qualche possibile proiezione per l’anno in corso. Ebbene, dai dati periodicamente acquisiti dalle Forze di Polizia emerge una prima connotazione del fenomeno in esame: non vi è un andamento caratterizzato da progressione costante. Se si considerano i furti, sempre contenuti in unità, è possibile constatare un andamento di tipo altalenante. Infatti, dopo gli otto del 2022 ne sono stati registrati quattro nell’anno successivo per poi aumentare di nuovo a 11 nel 2024, e per finire, negli ultimi mesi, si registra un netto calo degli episodi delittuosi.
La ragione è da ricercare avendo presenti diversi fattori che, talvolta, se non spesso, incidono sull’“appetibilità” delle farmacie. Oltre a quelle che potrebbero essere le situazioni di luogo e di tempo, viene in evidenza il fenomeno delle cosiddette “trasferte” di bande provenienti da fuori provincia e che, come accertato da diverse indagini anche in altri territori, scelgono gli obiettivi dopo attente verifiche volte a individuarne i più vulnerabili.
Per quanto riguarda le rapine, quelle registrate negli anni considerati fanno emergere un incremento: dalle due per gli anni 2022-2023 alle tre per il 2024. Occorre considerare che per tutte le tipologie di reati, in molti casi le relative investigazioni hanno consentito di individuare e arrestare gli autori grazie anche ai dispositivi installati dai titolari delle farmacie.
Per quanto attiene alle misure per la sicurezza, vorrei ricordare che sono considerati come punti sensibili del sistema di controllo coordinato del territorio da parte delle Forze di Polizia. I dispositivi vengono poi, di volta in volta, implementati alla luce dei contingenti fattori di aumento del rischio.
Le farmacie rappresentano presidi sanitari ma anche punti sensibili dal punto di vista della sicurezza. Esiste un piano di collaborazione specifico tra le Forze dell’Ordine e farmacie locali per fronteggiare situazioni di rischio?
Su questo punto devo sottolineare l’impegno e la costante attenzione che il ministero dell’Interno con Federfarma hanno posto nell’azione di contrasto ai reati predatori a danno delle farmacie.
A livello nazionale, il ministero dell’Interno e Federfarma hanno sottoscritto il primo Protocollo d’intesa in data 12 ottobre 2010, rinnovato poi il 17 febbraio 2016 e il 4 settembre 2020. Per rispondere alla domanda di sicurezza nel settore, i due sottoscrittori si impegnano a promuovere l’adozione del sistema di videoallarme antirapina e ulteriori momenti di monitoraggio presso gli operatori locali. Si tratta di azioni fondamentali per una efficace azione di prevenzione, tanto più utile se volta proprio a ridurre quell’“appetibilità” legata a fattori “facilitanti” derivanti da condizioni di tempo e di luogo.
Per l’ambito locale, queste intese hanno trovato declinazione nel protocollo sottoscritto il 7 febbraio 2022 con un successivo “Addendum” in data 14 febbraio 2023. Quest’ultimo, in particolare, si incentra sull’implementazione del collegamento audio/video del sistema di videosorveglianza installato presso le farmacie con le sale operative di Questura e Arma dei Carabinieri.
In che modo la Prefettura promuove la cultura della sicurezza nei confronti degli esercenti farmaceutici? Sono previsti momenti di formazione o tavoli di confronto con le categorie professionali?
Proprio per sottolineare l’importanza delle misure di protezione passiva e dei collegamenti con le sale operative delle Forze di Polizia, sono stati svolti alcuni momenti di condivisione tra i sottoscrittori, in particolare il 14 febbraio 2023, in occasione della firma dell’Addendum, e il 23 ottobre 2024. Nel corso degli incontri sono stati condivisi con i rappresentanti di Federfarma i dati provinciali dei furti/rapine occorsi presso le farmacie.
Anche il confronto con i professionisti rientra tra i punti attenzionati dalla Prefettura e dalle Forze di Polizia. Infatti, il 18 aprile 2023 la Prefettura e le Forze di Polizia hanno tenuto presso il BPL Center di Lodi un confronto/momento di formazione indirizzato ai farmacisti del territorio. Sotto tale profilo si è sempre data la massima disponibilità per confrontarsi sulle esigenze della categoria in sede locale. Il prossimo incontro per un confronto è previsto per i mesi di settembre/ottobre, previe intese con Federfarma Lombardia.
Si deve anche rilevare che proprio in sede di confronto si è preso atto che in alcuni casi sono emerse criticità legate alla mancanza o avaria dei sistemi di allarme, alla mancata installazione di adeguate misure di sicurezza passiva o della videosorveglianza che, laddove funzionante, è risultata non collegata alle centrali operative delle Forze di polizia.
Molte farmacie stanno investendo in sistemi di videosorveglianza e automazione. È prevista da parte delle istituzione locali qualche forma di incentivo o supporto economico per favorire l’adozione di tecnologie di sicurezza avanzate?
Non mi risulta. Devo però ricordare che un’efficace rete di videosorveglianza dei Comuni, per l’implementazione della quale il ministero dell’Interno mette a disposizione annualmente sostanziose risorse, costituisce un indiretto supporto per la sicurezza delle farmacie.
In caso di emergenze o episodi di violenza, qual è il protocollo di intervento raccomandato dalla Prefettura? Sono previste linee guida specifiche per il personale di farmacia che si trova a operare in situazioni critiche?
A parte la tempestiva segnalazione al numero per l’emergenza 112, indicazioni sui migliori comportamenti da tenere sono state fornite in occasione degli incontri citati. Per le situazioni di maggiore esposizione al rischio – e mi riferisco ai comportamenti da tenere in caso di rapina – occorre fare riferimento alla considerazione e ponderazione dei beni esposti: viene sempre in primo piano la tutela della sicurezza personale dei titolari delle farmacie e dei loro collaboratori.