Uno specchio dei cambiamenti della società
IL RETAIL
Uno specchio dei cambiamenti della società

Secondo la ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel retail, a fronte di un andamento positivo dei consumi, a livello globale si conferma la riduzione della distanza tra acquisti fisici e on line. Punti vendita in tendenza negativa, i più penalizzati editoria, giocattoli e abbigliamento
20 febbraio 2025
di Stefania Cifani
Il Convegno dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel retail, “Retail steady & ready: consolidare per innovare il domani”, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, ha presentato martedì presso l’ateneo milanese i risultati della Ricerca 2024. In uno scenario internazionale complesso, ricco di incertezze e cambiamenti in ambito economico e politico, oltre che caratterizzato da inflazione e cambiamenti nelle esigenze e potere di acquisto dei consumatori, la ricerca evidenzia un andamento moderatamente positivo dei consumi retail.
A livello globale, gli acquisti di prodotto totali, tra canali fisici e on line, segnano nel 2024 un aumento del 4,3 per cento; i soli canali di e-commerce crescono invece dell’8 per cento. Continua, in linea con i risultati degli anni precedenti, la riduzione della distanza tra acquisti fisici e on line, soprattutto in Europa (+6 per cento retail totale vs +7 per cento on line); una tendenza invece meno evidente negli Usa e in Cina, dove il retail on line continua a essere prevalente (9 per cento vs2,8 per cento e 8 per cento vs 3,5 per cento, rispettivamente).
Ridimensionata la spesa in digitale del retail italiano
In Italia, a causa della generale instabilità e dell’inflazione, i consumi appaiono stagnanti, con un aumento, rispetto al 2023, delle vendite al dettaglio di prodotto totali, tra on line e offline, dell’1 per cento.
Il canale on line di e-commerce viene definito “in fase di assestamento”, con un aumento inferiore rispetto agli anni precedenti; nel 2024 il valore degli acquisti on line in Italia è stato di 38,2 miliardi di euro, con un incremento del 5 per cento rispetto all’anno precedente.
L’equilibrio tra i canali fisici e di e-commerce non mostra differenze rispetto agli ultimi due anni, e l’incidenza dell’on line sul totale retail rimane pari all’11 per cento. Nel settore Beauty e Pharma i consumi on line incidono sui consumi totali nella misura del 6,5 per cento (5,9 per cento nel 2023); un dato molto inferiore a quello rilevato per settori abbigliamento e lifestyle, che raggiungono il 19 per cento.
Commercio in trasformazione
Parallelamente, secondo una elaborazione su dati dell’Osservatorio Commercio per il 2023, l’andamento dei punti vendita continua a mostrare una tendenza negativa: a fine 2023 gli esercizi commerciali (pari a 555.307 unità) mostrano una diminuzione del 2,4 per cento rispetto al 2022. E, viene precisato, anche nel 2024 si prevede che verrà registrato un progressivo calo del numero di negozi. Più colpiti sono i comparti di editoria (-4,5 per cento nel 2023 rispetto al 2022), giocattoli (-3,6 per cento), abbigliamento (-2,7 per cento). Il fenomeno non riguarda solo piccole realtà, visto che colossi del retail (come Benetton, Coin o Gamestop) hanno in programma di ridimensionare il numero dei propri punti vendita per potenziare il canale e-commerce e ampliare la gamma dell’offerta di servizi on line.
Ma la retail apocalypse non risparmia la ristorazione. Per il secondo anno consecutivo, infatti, l’andamento del numero di ristoranti subisce una diminuzione: nell’anno 2023, oltre a 13.626 negozi, 2.067 ristoranti hanno abbassato definitivamente le saracinesche.
Secondo Valentina Pontiggia, direttrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail, «negli ultimi anni il retail italiano sta affrontando sfide di varia natura, e la necessità di adattarsi e reagire alle complessità macroeconomiche sta spingendo verso una trasformazione strutturale del commercio. Proprio in questo scenario in fermento, la creazione di alleanze strategiche e operazioni di fusione e acquisizione rappresentano una via per mantenere competitività e cogliere nuove opportunità, come l’espansione in altri mercati geografici, il miglioramento del posizionamento lungo la filiera, l’ingaggio di nuovi target di clienti e la diversificazione del business».
A livello direzionale, si progetta di valorizzare il ruolo sociale ed economico del commercio con l’impiego dei negozi come centri di progetti di rigenerazione urbana (ne è un esempio LOC-Loreto Open Community, a Milano) e per rendere il retail più attrattivo per i lavoratori. Come già accade in contesti internazionali, la strada riguarda in questo caso l’adozione di misure di conciliazione vita-lavoro e programmi di formazione e reskilling rivolti al personale.