informazione, partecipazione, condivisione

Welfare: una leva strategica per la farmacia

FARMACIA 2030

Welfare: una leva strategica per la farmacia

Investire sul benessere e la formazione dei collaboratori significa costruire farmacie più solide, motivate e pronte ad affrontare le sfide del futuro. Giuseppe Samaritani, titolare della Farmacia Triante di Monza, ci racconta la sua esperienza con il modello di welfare di Club Salute

2 ottobre 2025

di Chiara Zaccarelli

 

Il welfare aziendale, inteso come l’insieme strutturato di beni, servizi e iniziative offerti dal datore di lavoro per migliorare il benessere e la qualità della vita dei collaboratori, assume un ruolo sempre più cruciale nel contesto farmaceutico. Comprende sia benefit tangibili, come buoni pasto e buoni acquisto, sia servizi di assistenza sanitaria integrativa, previdenza complementare, supporto alla genitorialità o opportunità per lo sviluppo culturale e il tempo libero. L’implementazione di un piano di welfare aziendale si configura come una leva strategica fondamentale per le farmacie, contribuendo a potenziare il benessere del team, a mitigare il fenomeno del turnover e a promuovere un ambiente lavorativo più salubre e stimolante. I benefici si traducono in una maggiore soddisfazione e produttività dei collaboratori, una riduzione dei costi operativi e un contesto che favorisce la crescita complessiva della farmacia, migliorandone la stabilità e la redditività.

Ne parliamo con Giuseppe Samaritani, titolare della Farmacia Triante di Monza e consigliere uscente del network di farmacie indipendenti Club Salute, progetto nato nel 2019, che ha chiuso il 2024 con oltre 300mila euro di utile, 100 milioni di ricavi e 3 milioni di patrimonio netto.

Dottor Samaritani, ci racconta qualcosa di lei, della sua farmacia e del suo percorso con Club Salute?
Sono titolare da quando avevo 26 anni. Oggi, a 65, posso affermare di aver maturato una lunga esperienza in questo ambito, mantenendo sempre viva la passione per la professione farmaceutica. Club Salute – che ho contribuito a fondare insieme ad altri colleghi titolari – è stata decisiva per il nostro sviluppo: far parte di un gruppo dinamico ci ha consentito di implementare numerosi servizi che, altrimenti, non saremmo riusciti a sostenere autonomamente. La nostra farmacia, con un organico di 15 persone, è equiparabile a una piccola azienda e la rete ci offre un supporto prezioso, pur lasciandoci piena autonomia.

Parliamo del welfare: come si traduce nella vostra realtà, anche come rete?

Uno degli aspetti più rilevanti di Club Salute è indubbiamente la valorizzazione del personale, che ritengo rappresenti la leva più importante per il successo della farmacia. Reputo essenziale il riconoscimento del merito individuale. È fondamentale trattenere e motivare i bravi collaboratori con incentivi personalizzati, che si ottengono attraverso il corretto approccio al raggiungimento degli obiettivi. Nel modello di analisi del team di Club Salute, che ho adottato fin dall’inizio, ho trovato la giusta guida grazie anche al coinvolgimento della Phare Consulting, la società del network che si occupa dell’analisi dei dati. Inizialmente, ci siamo confrontati sugli indicatori giusti da impostare, ottenendo obiettivi equilibrati che hanno portato sia alla crescita della farmacia sia alla crescita professionale del team, per i quali ogni membro riceve un premio economico erogato tramite il welfare aziendale. Gli obiettivi condivisi, il monitoraggio costante e le riunioni di confronto periodiche motivano i collaboratori, che si sentono più supportati e coinvolti, e ne giova anche l’armonia del gruppo di lavoro. Per motivare i collaboratori più capaci, è essenziale stabilire obiettivi personalizzati, che possano essere raggiunti grazie a un approccio professionale nei confronti del cliente e a consigli qualificati. In questo contesto, la formazione continua gioca un ruolo fondamentale, poiché fornisce gli strumenti necessari per conseguire tali obiettivi.

Quali difficoltà ha incontrato nell’implementazione di un piano di welfare strutturato?

Personalmente, mi sono avvicinato al welfare aziendale solo di recente, anche perché l’accesso agli strumenti non è sempre immediato. Se non avessi avuto il supporto della piattaforma di Club Salute, sarebbe stato complicato avviare un piano strutturato perché c’è tanta burocrazia in mezzo e non è così semplice accedervi. Detto questo, io ho sempre creduto che un incentivo debba avere un impatto tangibile: sia esso sotto forma di buoni pasto o altri benefit, deve almeno corrispondere a una mensilità all’anno per essere realmente motivante.

Ecco, dato che mi ha fornito questo assist: vogliamo fare un commento sul contratto nazionale del lavoro appena rinnovato?

Il contratto nazionale del lavoro deve necessariamente costituire il primo livello contrattuale, ma è evidente a tutti come il contesto economico in cui viviamo sia profondamente mutato: l’inflazione è in aumento costante e il costo della vita, per esempio, a Salerno è ben diverso rispetto a quello di Milano. A questo si aggiunge il fatto che, negli ultimi anni, le farmacie hanno ampliato la gamma dei servizi offerti, che richiedono formazione, tempo e adeguate tutele per il personale. La Lombardia, in questo senso, è decisamente più avanti rispetto ad altre regioni italiane, sia per numero che per qualità dei servizi erogati. Ogni regione presenta caratteristiche e dinamiche specifiche, che devono essere tenute in considerazione: per questo motivo, ritengo essenziale l’introduzione di accordi integrativi di secondo livello su base regionale. Il recente rinnovo del contratto nazionale non ha soddisfatto queste esigenze, tanto che si è arrivati a un fatto quasi senza precedenti: uno sciopero dei farmacisti. La Lombardia non ha aderito a questa protesta, a riconferma del fatto che le condizioni non sono ovunque le stesse e che è necessario differenziare e adattare gli strumenti contrattuali. Ritengo inoltre, e concludo, che lo stato dovrebbe fare la sua parte riducendo il cuneo fiscale.

Quanto contano l’ascolto attivo e la personalizzazione per un welfare davvero efficace?

Senza un ascolto autentico e continuativo non si può costruire nulla di solido. Per riuscire ad amare davvero ciò che si fa, è fondamentale che le persone si sentano valorizzate e stimolate. Da qui nasce l’importanza di offrire a ciascun collaboratore l’opportunità di proporre idee e sviluppare i propri progetti, un’esperienza che genera soddisfazione reale e partecipazione attiva. In farmacia manteniamo un confronto costante, ma abbiamo anche strutturato momenti formali di condivisione. Come anticipato prima, ogni trimestre organizziamo dei briefing nei quali analizziamo l’andamento generale della farmacia e lo stato di avanzamento dei vari progetti: è un’occasione preziosa per aggiornarsi reciprocamente, valutare i risultati raggiunti e assicurarsi che tutti siano informati e coinvolti nelle dinamiche organizzative.

In generale, inoltre, essere in una rete come Club Salute mi consente anche di far percepire alle persone del mio team che fanno parte di una realtà più grande in cui possono ritagliarsi un ruolo. Per esempio, una mia collaboratrice storica da anni ha una rubrica sul Gazzettino della farmacia, house organ del network che distribuiamo in farmacia. Ha una tiratura di 35mila copie, non banale direi.

Esistono strumenti di valutazione per misurare i risultati?

Con Club Salute abbiamo a disposizione una piattaforma di analisi dati davvero completa. Quando attiviamo l’analisi del team, troviamo un’area dedicata che consente il monitoraggio anche quotidiano dei collaboratori. Phare Consulting ci invia un report progressivo ogni trimestre, che utilizziamo nelle riunioni interne.
I premi economici vengono caricati sulla piattaforma welfare che Club Salute ci ha messo a disposizione e da quel momento, entro un anno, possono essere utilizzati dai collaboratori.

Come trattenere e motivare i giovani talenti in un mercato in difficoltà?

Collaboro con diverse università e sono accreditato per ospitare tirocini formativi, opportunità che ho sempre considerato strategica per investire sui giovani. Tuttavia, trattenerli nel tempo rappresenta una sfida ben più complessa. L’aspetto economico è sicuramente rilevante, ma ciò che più li incentiva è la possibilità di lavorare su progetti concreti. Per questo motivo, dopo una fase iniziale di apprendimento generale sul funzionamento della farmacia, chiedo ai nuovi collaboratori quali siano le loro idee e proposte, e assegno loro la responsabilità di un progetto specifico: questo approccio non solo valorizza le loro competenze, ma contribuisce anche alla crescita dell’intera struttura.

In questo periodo si parla molto di benessere mentale e di equilibrio vita-lavoro. Quali iniziative avete attivato in proposito?

All’interno di Club Salute possiamo contare su consulenti di rete, e nello specifico, nella nostra farmacia, abbiamo la fortuna di collaborare con una consulente marketing e retail, laureata in psicologia e coach diplomata ICF. Abbiamo avviato una prima fase di lavoro della durata di sei mesi, durante la quale ha seguito individualmente ciascun collaboratore, aiutandoli a identificare i propri punti di forza e le eventuali criticità personali. È stato un percorso estremamente utile: quando una persona si sente ascoltata, sostenuta e ha gli strumenti per gestire lo stress, lavora con maggiore serenità, concentrazione e soddisfazione. Anche questo, a tutti gli effetti, è welfare: promuovere un ambiente sereno e inclusivo, in cui ciascuno possa esprimere pienamente il proprio potenziale.  

0 Condivisioni

Altre news

2 Ottobre 2025 ,