Pressione arteriosa e stagionalità
LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE
Pressione arteriosa e stagionalità

Le variazioni pressorie legate al periodo dell’anno sono un fenomeno a volte sottovalutato. Ecco cosa deve sapere il farmacista per cogliere i segnali di un cambio di equilibrio e aiutare i pazienti a gestire la propria terapia, in collaborazione con il medico
Questa è una rubrica quindicinale che parla – da farmacista a farmacista – di aderenza terapeutica, che vuole trasmettere nozioni ma essere anche pratica, per poterne sfruttarne i consigli tutti i giorni al banco. Tutte le puntate qui
24 luglio 2025
di Sergio Cattani, farmacista
Le variazioni stagionali della pressione arteriosa sono un fenomeno noto, ma spesso sottovalutato nella pratica quotidiana. L’estate porta generalmente a un calo pressorio, mentre l’inverno tende a determinare un aumento. Queste fluttuazioni non sono solo teoriche: influenzano la gestione terapeutica, l’aderenza ai farmaci e il rischio cardiovascolare. Ed è qui che il ruolo del farmacista può essere decisivo.
Oltre la temperatura: i fattori coinvolti
Sebbene la temperatura ambientale sia un elemento chiave – con il caldo che favorisce la vasodilatazione e quindi l’ipotensione – altri fattori concorrono a modificare la pressione arteriosa stagionalmente.
In estate, per esempio, si assiste frequentemente a:
- disidratazione leggera o moderata, spesso sottostimata (ne abbiamo parlato la volta scorsa);
- perdita di elettroliti attraverso il sudore;
- ridotto apporto di liquidi e sali rispetto al fabbisogno reale;
- alterazione del sonno, che può compromettere l’equilibrio pressorio nelle 24 ore.
In inverno, invece, entrano in gioco la vasocostrizione indotta dal freddo, l’attivazione del sistema simpatico, i brividi e una maggiore incidenza di infezioni respiratorie, tutte condizioni che possono innalzare la pressione arteriosa.
Il profilo pressorio nelle 24 ore
Le variazioni stagionali vanno lette sempre nel contesto del profilo pressorio circadiano. In tutte le persone, la pressione tende a salire al mattino (fenomeno noto come morning surge) e a calare durante la notte. Tuttavia, nei mesi estivi la pressione notturna risulta più elevata rispetto all’inverno e la differenza giorno/notte è minore, con una curva più appiattita.
D’inverno, al contrario, la pressione diurna è più alta e il salto mattutino è più marcato – un pattern associato a un aumento del rischio cardiovascolare, specialmente in soggetti fragili.
Impatto clinico e rischio cardiovascolare
I dati epidemiologici confermano che gli eventi cardiovascolari acuti – come ictus e infarto del miocardio – sono più frequenti in inverno. Tuttavia, è interessante notare che gli eventi notturni (come aritmie, ischemie silenti o ipotensioni critiche) sono più comuni durante l’estate, proprio a causa della pressione notturna mediamente più elevata.
Questo andamento stagionale rappresenta una sfida concreta nella gestione dell’ipertensione, soprattutto nei pazienti in trattamento cronico.
Conclusione
Le variazioni stagionali della pressione arteriosa sono fisiologiche, ma clinicamente rilevanti. Il farmacista, come figura di prossimità, ha l’opportunità di intercettare i segnali deboli di un equilibrio che cambia e aiutare i pazienti a gestire meglio la propria terapia, in collaborazione con il medico. Prevenzione, educazione e monitoraggio sono – oggi più che mai – parte integrante della professione.
Bibliografia minima:
Narita K, Hoshide S, Kario K. Seasonal variation in blood pressure: current evidence and recommendations for hypertension management. Hypertens Res. 2021 Nov;
Stergiou, George S.a; et al. Seasonal variation in blood pressure: Evidence, consensus and recommendations for clinical practice. Consensus statement by the European Society of Hypertension Working Group on Blood Pressure Monitoring and Cardiovascular Variability. Journal of Hypertension 38(7):p 1235-1243, July 2020.